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Tumore del Polmone

Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro negli uomini e la seconda nelle donne. 

I principali fattori di rischio sono:

Tipologie

Tumore polmonare piccole cellule

Il tumore a piccole cellule o microcitoma (SCLC “small-cell lung cancer”), è costituito da cellule di piccole dimensioni, la cui prognosi è peggiore rispetto a quella del tumore non a piccole cellule anche perché la malattia si diffonde molto rapidamente ad altri organi.

Tumore polmonare non a piccole cellule

Il tumore non a piccole cellule (NSCLC, non-small-cell lung cancer) suddiviso in tre principali tipi:

Sintomi

Il tumore del polmone in molti casi resta asintomatico nelle fasi iniziali; in questi casi, spesso, la diagnosi è del tutto incidentale.

Quando presenti, i sintomi più comuni sono:

Ci possono essere sintomi legati alla presenza di metastasi (cioè alla diffusione del tumore ad altri organi come fegato, cervello, surreni, ossa, reni, pancreas, milza e cute). come dolore alle ossa, ittero, mal di testa o vertigini, e noduli visibili a livello cutaneo.

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Diagnosi

Trattamento

L’approccio terapeutico cambia a seconda delle condizioni dei pazienti e dello stadio, delle caratteristiche molecolari e soprattutto del tipo istologico del tumore.

Chirurgia

La chirurgia è la terapia di scelta più comune, a meno che non vi siano già metastasi a distanza o presenza di linfonodi mediastinici controlaterali. 

La resezione può essere di una porzione minima del polmone (resezione atipica, segmentectomia tipica), o di un intero lobo polmonare (lobectomia polmonare) o di tutto il polmone (pneumonectomia). La resezione polmonare si associa sempre alla rimozione dei linfonodi tributari di quella zona di polmone (linfoadenectomia) e mediastinici. 

L’intervento viene spesso eseguito con tecnica mini-invasiva (VATS o robot-assistita).

Nel caso invece in cui il tumore infiltra la parete toracica o l’apice polmonare (tumore di Pancoast) o strutture mediastiniche (come ad esempio la vena cava o la trachea), le resezioni polmonari sono definite allargate, si associano a resezioni di altre strutture e, di solito, si eseguono con la tecnica open (toracotomia, hemi-clamshell, approccio trans-manubriale) per avere un più facile accesso.

Terapie sistemiche

La chemioterapia si utilizza invece, o prima dell’intervento chirurgico (terapia neoadiuvante) per ridurre le dimensioni del tumore o dopo l’intervento (terapia adiuvante) per eliminare le eventuali cellule tumorali rimaste, oppure quando l’intervento chirurgico non è eseguibile per malattia avanzata (presenza di metastasi). La chemioterapia standard consiste nella somministrazione di vari agenti da soli o in combinazione (sali di platino in combinazione con gemcitabina, etoposide, pemetrexed, docetaxel, paclitaxel o vinorelbina).

Quando è possibile si utilizzano anche le terapie a bersaglio molecolare, che vanno a colpire determinate mutazioni nel gene che codifica per l’EGFR (recettore di un fattore di crescita coinvolto nella proliferazione cellulare, le cui mutazioni sono riscontrate nel 10-15% dei pazienti) o per ALK (una proteina di fusione che stimola la crescita delle cellule, le cui mutazioni sono riscontrate nel 3-7% dei pazienti). 

L’immunoterapia invece è un trattamento che stimola il sistema immunitario del paziente a reagire contro le cellule tumorali. In particolare stimola la risposta antitumorale immunologica del paziente. I farmaci immunoterapici (nivolumab, pembrolizumab, atezolizumab, durvalumab), da soli o associati alla chemioterapia, sono diventati farmaci fondamentali nella terapia del tumore non a piccole cellule.

Radioterapia

La radioterapia è invece impiegata (da sola o in combinazione con la chemioterapia) quando la chirurgia non è attuabile, o per lo stato di salute dei pazienti, o perché la malattia è inoperabile per la presenza di metastasi.