Tumore del Polmone
Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro negli uomini e la seconda nelle donne.
I principali fattori di rischio sono:
- Fumo di sigaretta: è il più importante fattore di rischio per il tumore del polmone, e ciò vale sia per i pazienti fumatori, sia per l’esposizione al fumo passivo. E’ importante il numero delle sigarette fumate ma anche la quantità di tempo in cui si è fumato. Il rischio relativo dei fumatori di ammalarsi di tumore al polmone è più alto di circa 14 volte rispetto a quello dei non fumatori ed è addirittura fino a 20 volte maggiore se si fumano più di 20 sigarette al giorno. Smettere determina invece una forte riduzione del rischio.
- Cancerogeni chimici
- Radon e metalli pesanti (esposizione professionale)
- Inquinamento atmosferico
- Amianto (asbesto)
- Precedenti malattie polmonari o trattamenti di radioterapia che hanno colpito i polmoni
Tipologie
Tumore polmonare piccole cellule
Il tumore a piccole cellule o microcitoma (SCLC “small-cell lung cancer”), è costituito da cellule di piccole dimensioni, la cui prognosi è peggiore rispetto a quella del tumore non a piccole cellule anche perché la malattia si diffonde molto rapidamente ad altri organi.
Tumore polmonare non a piccole cellule
Il tumore non a piccole cellule (NSCLC, non-small-cell lung cancer) suddiviso in tre principali tipi:
- Carcinoma spinocellulare o squamocellulare (25-30% dei casi)
- Adenocarcinoma (60% dei casi). È il tumore polmonare più frequente tra chi non ha mai fumato e talvolta è dovuto alla presenza di cicatrici polmonari (per esempio per vecchie infezioni tubercolari, bolle di enfisema)
- Carcinoma a grandi cellule (10% dei casi); in genere tende a crescere e a diffondersi piuttosto rapidamente.
- Carcinoide polmonare (5% dei casi), origina dai tessuti neuro-endocrini ed è tra i tumori del polmone, quello a più basso grado di malignità
- Linfomi polmonari, originati dal tessuto linfatico polmonare
Sintomi
Il tumore del polmone in molti casi resta asintomatico nelle fasi iniziali; in questi casi, spesso, la diagnosi è del tutto incidentale.
Quando presenti, i sintomi più comuni sono:
- Tosse continua che si modifica o peggiora nel tempo, raucedine
- Sangue nel catarro (emoftoe)
- Respiro corto (dispnea)
- Dolore al petto che aumenta nel caso di un colpo di tosse o un respiro profondo
- Perdita di peso o inappetenza
- Stanchezza (astenia)
Ci possono essere sintomi legati alla presenza di metastasi (cioè alla diffusione del tumore ad altri organi come fegato, cervello, surreni, ossa, reni, pancreas, milza e cute). come dolore alle ossa, ittero, mal di testa o vertigini, e noduli visibili a livello cutaneo.
Diagnosi
- Radiografia al torace
- Tomografia computerizzata (TC) al torace e total-body
- PET/TC con 18 Fdg per il completamento della stadiazione
- Valutazione cardio-funzionale (spirometria, valutazione cardiologica, test da sforzo)
- Biopsia (cioè prelievo di un frammento di tessuto per eseguire la diagnosi istologica) che può essere eseguita tramite: broncoscopia semplice, con cui si riesce a visualizzare l’interno dei bronchi grazie a un sottile tubo inserito attraverso la bocca, cui si può associare un’ecografia endobronchiale (EBUS) o un sistema di navigazione robotica (ION) di nuovissima generazione, che permette diagnosi sempre più precise in noduli molto piccoli; ago-aspirato (FNAB) TC-guidato; intervento chirurgico.
Trattamento
L’approccio terapeutico cambia a seconda delle condizioni dei pazienti e dello stadio, delle caratteristiche molecolari e soprattutto del tipo istologico del tumore.
Chirurgia
La chirurgia è la terapia di scelta più comune, a meno che non vi siano già metastasi a distanza o presenza di linfonodi mediastinici controlaterali.
La resezione può essere di una porzione minima del polmone (resezione atipica, segmentectomia tipica), o di un intero lobo polmonare (lobectomia polmonare) o di tutto il polmone (pneumonectomia). La resezione polmonare si associa sempre alla rimozione dei linfonodi tributari di quella zona di polmone (linfoadenectomia) e mediastinici.
L’intervento viene spesso eseguito con tecnica mini-invasiva (VATS o robot-assistita).
Nel caso invece in cui il tumore infiltra la parete toracica o l’apice polmonare (tumore di Pancoast) o strutture mediastiniche (come ad esempio la vena cava o la trachea), le resezioni polmonari sono definite allargate, si associano a resezioni di altre strutture e, di solito, si eseguono con la tecnica open (toracotomia, hemi-clamshell, approccio trans-manubriale) per avere un più facile accesso.
Terapie sistemiche
La chemioterapia si utilizza invece, o prima dell’intervento chirurgico (terapia neoadiuvante) per ridurre le dimensioni del tumore o dopo l’intervento (terapia adiuvante) per eliminare le eventuali cellule tumorali rimaste, oppure quando l’intervento chirurgico non è eseguibile per malattia avanzata (presenza di metastasi). La chemioterapia standard consiste nella somministrazione di vari agenti da soli o in combinazione (sali di platino in combinazione con gemcitabina, etoposide, pemetrexed, docetaxel, paclitaxel o vinorelbina).
Quando è possibile si utilizzano anche le terapie a bersaglio molecolare, che vanno a colpire determinate mutazioni nel gene che codifica per l’EGFR (recettore di un fattore di crescita coinvolto nella proliferazione cellulare, le cui mutazioni sono riscontrate nel 10-15% dei pazienti) o per ALK (una proteina di fusione che stimola la crescita delle cellule, le cui mutazioni sono riscontrate nel 3-7% dei pazienti).
L’immunoterapia invece è un trattamento che stimola il sistema immunitario del paziente a reagire contro le cellule tumorali. In particolare stimola la risposta antitumorale immunologica del paziente. I farmaci immunoterapici (nivolumab, pembrolizumab, atezolizumab, durvalumab), da soli o associati alla chemioterapia, sono diventati farmaci fondamentali nella terapia del tumore non a piccole cellule.
Radioterapia
La radioterapia è invece impiegata (da sola o in combinazione con la chemioterapia) quando la chirurgia non è attuabile, o per lo stato di salute dei pazienti, o perché la malattia è inoperabile per la presenza di metastasi.

